Architettura viva: spazi sonori in evoluzione – Impro Brain Sound Pod

La conferenza/performance “Architettura viva: spazi sonori in evoluzione – Impro Brain Sound Pod” si inserisce nel progetto PNRR NIMI – La nuova Intelligenza del Made in Italy, promosso da IAAD. Istituto d’Arte Applicata e Design, che esplora il valore distintivo del Made in Italy nella capacità di integrare intelligenza artificiale, intelligenza della mano e intelligenza sociale.
L’esperienza proposta dall’architetto e sound artist Paolo Dellapiana mette in scena un’architettura “viva”, in cui superfici luminose e spazio sonoro reagiscono in tempo reale all’attività cerebrale dell’artista, grazie a tecnologie di neurofeedback. In questo modo, la dimensione algoritmica e sensoriale del dato neurale (intelligenza artificiale e tecnologica) si intreccia con la pratica performativa e il saper fare dell’artista (intelligenza della mano) e con la dimensione condivisa e immersiva dell’esperienza del pubblico (intelligenza sociale).
All’interno di NIMI, la conferenza diventa così un laboratorio dal vivo in cui sperimentare come i linguaggi di spazio, luce e suono possano fondersi in nuovi modelli progettuali per lo spazio contemporaneo, offrendo agli studenti e alla comunità spunti concreti per ripensare il ruolo del progetto nel Made in Italy del futuro.
Arch. Paolo Dellapiana
Architetto e progettista dal 1994, fondatore dello studio Archicura (Torino), Paolo Dellapiana è noto per la sua ricerca che unisce architettura, suono e tecnologia. Figura trasversale della scena musicale sperimentale internazionale e membro della cult-band Larsen, ha collaborato con artisti quali Johann Johannsson, Nurse With Wound, Xiu Xiu, Julia Kent e Swans, esibendosi in numerosi festival e spazi d’arte in tutta Europa. Ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia (2022, 2024), Torino Jazz Festival (2022), NU FEST (2023, 2025) e molte altre rassegne di rilievo. È in uscita il suo 20° album, Decalcomania, prodotto da William Basinsky. Sarà un’occasione preziosa per osservare come i confini del progetto si allarghino verso territori sensoriali e interdisciplinari, offrendo nuovi spunti per immaginare e costruire lo spazio contemporaneo.